I numeri di maglia più assurdi della storia del calcio

Non solo Ivan Zamorano all’Inter nella stagione 1997. Il numero di maglia negli anni è diventato un tratto caratteristico del giocatore che l’indossa. Se prima i numeri indicavano fortemente il ruolo a cui lo stesso era legato, come l’1 per il portiere, il 6 per il libero, il 10 per il fantasista, e il 9 per l’attaccante puro, anche per le regole che non permettevano tante libertà, proprio con il tempo il messaggio legato al numero si è amplificato non determinandone più il ruolo di gioco, ma diventando un vero e proprio biglietto da visita per il calciatore, alcune volte sino a diventare un marchio commerciale, come il caso del CR7 di Cristiano Ronaldo. Ovviamente, dopo la libertà di scegliere il numero da 1 a 99 ne sono successe delle belle, con rivoluzioni nell’assegnazione di ruolo-numero ma anche con i legami tra nome e numero sino a crearne un insieme ironico di pubblico interesse. In questa classifica vediamo i 10 numeri di maglia più assurdi della storia del calcio.

Ivan Zamorano – 1+8

Zamorano, attaccante che portava il classico 9 sulle spalle, si trovò costretto a cede il proprio numero di maglia dopo l’arrivo del “fenomeno” Ronaldo. Ma per non rinunciare al suo numero ebbe il colpo di genio: scelse la maglia ufficialmente numero 18 a cui inserì tra le due cifre un segno “+”, così diventando l’addizione 1+8 a ricreare il suo amato numero 9.

Lupatelli – 10

Proprio come anticipato se al 10 eravamo abituati a vedere in ogni campo il giocatore più talentuoso, quello dai piedi buoni, quello intelligente e che con il pallone faceva un po’ tutto quello che desiderava, ci pensò Cristiano Lucarelli, portiere all’epoca al Chievo Verona, a stravolgere il senso codificato del numero 10. Infatti Lupatelli fu il primo portiere ad indossare il numero dei fantasisti. Nelle dichiarazioni disse che non c’era nessun significato preciso ma che scelse il numero dopo aver vinto una scommessa con gli amici.

Kallon – 3

Il discorso inverso di Lupatelli è rappresentato dalla scelta dell’attaccante Kallon che arrivato all’Inter e scelse proprio il numero 3. Non una novità assoluta per l’atatccante che in carriera aveva già indossato un altro numero anomalo, il 2.

44 Gatti, 7 Nani e 5 Sensi

No, non è la classifica dello zecchino d’oro né la classifica dei film più belli della Walt Disney ma sono i numeri scelti dal giocatore Gatti numero 44 del Perugia. Fabio Gatti scelse il numero proprio per tributo alla canzone dello zecchino d’oro, ma in fondo se ci fossimo trovati in quella situazione tutti noi avremmo fatto lo stesso. Situazione analoga per Nani che alla Lazio scelse il numero 7 formando parte del titolo del classico Disney, Biancaneve e i 7 Nani o per Sensi, Il centrocampista del Sassuolo Marco Sensi per la sua avventura con la maglia del Cesena scelse proprio il numero dei sensi percettivi dell’uomo.

Fortin – 14

L’assonanza con il numero pronunciato in inglese è evidente en on ci avrà pensato due volte il portiere di Treviso, Siena, Cagliari e Vicenza, Marco Fortin, che proprio alla pronuncia del suo cognome abbinò il numero più adatto possibile.

Zerouali – 0

Il calciatore marocchino (scomparso nel 2004) al suo arrivo in Scozia, con la maglia dell’Aberdeen, richiamandosi probabilmente al suo cognome, decise di mettersi sulle spalle il numero zero. Ma entro pochissimo tempo la Federazione scozzese, che forse non si era mai trovata a fare i conti con qualcosa di simile, decise di togliere la possibilità di utilizzare quel numero, come da regolamento, un memorabile!

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