Da Conte a Simone Inzaghi: così cambia il gioco dell’Inter

L’Inter potrebbe faticare più del previsto per difendere il titolo di campione d’Italia. I nerazzurri hanno subito infatti uno scossone interno non indifferente e hanno appena cambiato allenatore. Antonio Conte, condottiero che ha guidato il “Biscione” prima alla finale di Europa League e poi al successo nazionale, ha lasciato Milano e Zhang ha scelto Simone Inzaghi come suo successore. L’ex tecnico della Lazio è stato tra i pochi in grado di ingabbiare la Juventus in vari scontri diretti negli ultimi anni, soffiando qualche coppa alla “Vecchia Signora” e sovvertendo spesso i pronostici, in barba alle indicazioni fornite dalle scommesse sul mondo dello sport. Prima di oggi, però, il mister non ha mai allenato una delle principali big d’Italia, di quelle che lottano per i vertici. Nella capitale, infatti, l’obiettivo principale era la qualificazione in Champions, ottenuta una sola volta nell’arco di 4 stagioni.

Dal punto di vista tattico, comunque, non dovrebbero registrarsi particolari differenze. Il modulo rimarrà sempre il 3-5-2, ma stavolta non ci sarà Hakimi a bruciare la fascia. Chissà che Lukaku non finisca col fare la parte dell’Immobile: le caratteristiche dei due centravanti, però, sono molto diverse. Il bomber italiano gioca prevalentemente spalle alla porta e aspetta l’imbucata giusta per andare in rete, mentre il belga è apprezzato per riuscire a fare reparto da solo, compensando così qualche piccola lacuna tecnica.

Alla Lazio Inzaghi non si è fatto troppi problemi a cambiare la posizione di Luis Alberto pur di sfruttare lo spagnolo, ma forse un compito del genere gli verrà più difficile all’Inter. Conte è riuscito a vincere tirando fuori il 101% dai suoi, come fece quando fu alla guida della Nazionale. Le seconde leve come Darmian hanno reso il massimo. Inzaghi, invece, ha sempre dovuto fare i conti con la coperta corta nella capitale.

Inzaghi preferisce giocare palla a terra e costruire dalla difesa, mentre Conte ha sempre preferito il lavoro sporco, purché efficace. Già questo dovrebbe bastare per capire che l’Inter sarà parzialmente rivoluzionata nella prossima stagione. Se Conte è stato spesso criticato per la mancanza del bel gioco, Inzaghi andrà a ricercare proprio delle trame offensive che siano convincenti. Al di là dell’aspetto puramente tattico, però, bisogna capire chi saranno gli interpreti del nuovo modulo. Eriksen dovrebbe dire addio al calcio giocato, perlomeno in Serie A. Il futuro di altre stelline come Lautaro Martinez è perennemente in dubbio. In ogni caso, proprio come Conte, Inzaghi non mancherà di farsi sentire: a bordocampo come in fase di mercato.

Invero, Simone Inzaghi non rappresentava la prima scelta tra i successori di Conte. A lungo si è parlato anche di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore dell’Inter, ma alla fine il tecnico toscano è stato richiamato dalla Juventus. Con Inzaghi l’Inter si apre quindi a una sorta di innovazione. Il rischio di fare un passo indietro c’è ed è evidente, ma non si può nemmeno escludere che l’Inter diventi paradossalmente la sorpresa della Serie A 2021/2022, seppur da campione in carica. Ancora poche settimane di attesa e finalmente sapremo la verità. Capiremo se Simone Inzaghi sarà all’altezza dell’Inter o se il ciclo nerazzurro fosse destinato a interrompersi nel giro di un paio di annate.

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