E’ l’Italia la patria del calcio?

Il calcio in Italia è più di un semplice sport: è un credo, un fenomeno di massa ed un argomento di conversazione che unisce buona parte della popolazione. La Nazionale ed i top club del nostro campionato possono vantare palmares gloriosi e la Serie A è uno dei tornei più amati e seguiti in tutto il mondo, sia dai tifosi che dagli stessi calciatori, per i quali giocare in Italia è spesso il coronamento di un sogno. 

 

Per quanto il calcio sia radicato nella cultura del nostro Paese, si potrebbe facilmente pensare che sia nato proprio qua in Italia, ma non è così. Il calcio moderno, più o meno come lo conosciamo adesso, ha origine britannica e le prime partite ufficiali della storia sono state giocate proprio in Terra di Albione. Ecco alcune informazioni che forse non sapevate. 

 

Le origini e le prime partite tra i college inglesi

 

Le origini del calcio moderno sono da ricercare quindi in Gran Bretagna, dove, fin dalla metà dell’Ottocento iniziarono a sfidarsi le squadre dei college diversi. Inizialmente le regole non erano universali e si tendeva a giocare in modo istintivo, con il cosiddetto dribbling game, ovvero azioni solitarie di un giocatore che veniva seguito dai compagni, i quali creavano una sorta di mischia intorno a lui, con azioni simili al calcio veneziano o a quello fiorentino. Il numero dei giocatori in campo venne fissato in 10 più un portiere, non a caso: era infatti il numero di studenti ospitati in ogni camerata. 

 

I passaggi nel calcio primordiale, venivano considerati una dimostrazione di debolezza, per cui non venivano quasi per nulla effettuati. Tutto cambiò tuttavia quando, nel 1872, si affrontarono Scozia ed Inghilterra (considerato il primo match internazionale ufficiale): i giocatori scozzesi erano meno preparati fisicamente rispetto ai rivali, quindi evitarono in tutti i modi di ingaggiare una mischia, scegliendo di passare il pallone per creare delle azioni più pericolose ed ordinate. Fu allora che il calcio divenne il passing game che tutti noi conosciamo.

 

L’istituzione dell’IFAB e le regole fondamentali

 

Con la diffusione nello sport tra i giovani, si sentì quasi subito il bisogno di fissare delle regole che potessero essere seguite durante ogni partita, come ad esempio la durata dei match, le misure dei campi, il numero di giocatori e cosa fosse permesso in campo. Vista l’influenza del rugby ancora molto forte, era quindi importante discernere i due sport con differenze sostanziali. 

 

Il 26 Ottobre 1863 a Londra si riunirono 13 rappresentanti delle prima società calcistiche, per scrivere alcune regole su cui fondare il nascente gioco del calcio. Tale riunione segnò una svolta epocale nella scissione ufficiale tra football e rugby ed in seguito ad essa venne istituita la IFAB ( International Football Association Board, 1886) con il compito di creare, modificare ed innovare le regole ufficiali del calcio. 

 

Alcuni tra i punti cardine delle regole scritte dalla IFAB riguardano la possibilità di toccare la palla con le mani per il portiere (1871) l’introduzione della traversa (1875), la durata ufficiale di 90’ ed il numero di giocatori in campo fissato ad 11. 

 

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